la risposta giusta è agnagne

valeria ha uno zaino appeso al muro, inchiodato come un tizio leggermente più famoso. un simbolo di libertà, qualcosa da caricare in spalla e, non so se hai in mente, correre giù dalle scale che gli amici ti aspettano di sotto.

valeria, però, non può camminare. anzi, meglio. valeria non ha mai potuto camminare. quello zaino, crocefisso al muro come un tizio leggermente più famoso, è significante di un significato che valeria non sa. eppure è lì. e per valeria, lo zaino che non serve né a lei né al personaggio leggermente più famoso, ha un significato che va oltre il noto e il conosciuto.

la zia di valeria ha passato i migliori 30 anni della sua vita a preparare il corredo. sai, quei corredi che si fanno a mano, coi bordi di seta lucida come cucchiai e i ricami originali, un po’ pensati e un po’ tessuti lì per lì, seguendo l’ispirazione del momento. ricami meditati che si intrecciano a disegni estemporanei. la zia di valeria non l’ha sposata mai nessuno, il corredo è ancora chiuso e custodito in un cassetto. un cassetto che ha il valore di quei pochi soldi messi da parte perché, sai, nella vita non si sa mai.

valeria e sua zia polly (via via, scappa dalla pollyzia) hanno uno zaino inutilizzabile e un corredo inutilizzato. nonostante ciò mettono amore in tutto quello che fanno, nonostante ciò, lasciano il loro corpo al bisogno, fuggono da una realtà che non amano e sognano di essere amate in un’altra realtà.

valeria e polly sono i miei miti. e a ogni domanda rispondono a caso. perché non è la risposta a fare la qualità. la scontatezza scontenta delle risposte ha il solo scopo di inchiodarti al muro come uno zaino vuoto, nel quale potresti mettere un corredo preparato a vuoto. sarebbe così uno zaino pieno di vuoto. e le risposte scontate, hai in mente, sono fardelli leggerissimi che nulla danno e nulla tolgono, se non certezze da pochi spiccioli, quegli stessi spiccioli che metti via perché, si sa, nella vita non si sa mai.

da “vally e polly, due mani su uno zaino” (non andate su gUgol a cercare il libro, che non esiste, il titolo l’ho inventato prima, mentre facevo la pipì)

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17 Comments

  1. Avatar Claudia 27/04/2019 at 09:16

    Meglio Pollyzia di Pollyanna.
    (Me l’hai tirata).
    E comunque i corredi sono tristi e finché vengono utilizzati ingialliscono e passano di moda.
    Quindi abbasso i corredi e viva gli zaini. Perché la borsa su una sola spalla pesa da morire. ?

    Reply
    1. Avatar Franco Battaglia 27/04/2019 at 09:31

      ..oltretutto le borse ad una spalla, causano anche tunnel carpali dei quali è difficile scorgere la luce in fondo

      Reply
      1. digito digito 27/04/2019 at 12:46

        anche io ho avuto il tunnel carpale, ma non credo centrasse lo zaino ?‍♂️

        Reply
    2. digito digito 27/04/2019 at 12:46

      i corredi sono tradizione. e la tradizione, fosse per me, andrebbe abolita in acqua calda. abollita.

      Reply
  2. Avatar Claudia 27/04/2019 at 09:16

    Meglio Pollyzia di Pollyanna.
    (Me l’hai tirata).
    E comunque i corredi sono tristi e finché vengono utilizzati ingialliscono e passano di moda.
    Quindi abbasso i corredi e viva gli zaini. Perché la borsa su una sola spalla pesa da morire. ?

    Reply
    1. digito digito 27/04/2019 at 12:46

      agnagne

      Reply
      1. Avatar Claudia 27/04/2019 at 15:05

        Vedi perché odio Uorpress??? Mi pubblica tutto a doppio.
        Quanto al tuo tunnel carpale, sarà sicuramente dovuto alla passione per la chitarra, no? ??

        Reply
        1. Avatar Claudia 27/04/2019 at 15:07

          P.S. Ma mi sono spariti i baffi per intercessione divina o perché mi vuoi bene?
          Nel secondo caso, mettici una bella foto sesky. Ahahah

          Reply
          1. digito digito 27/04/2019 at 21:10

            hai (garbatamente) rotto le scatole coi baffi, ho tolto i baffi. baffi l’ammazza vampiri. le mie foto secsi le trovi su digitosecsi.net 🙂

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    2. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta 29/04/2019 at 08:56

      È triste che quel corredo lei non l’abbia mai usato se quella era la sua speranza.

      Reply
      1. digito digito 29/04/2019 at 11:39

        le cose, garbato amico, non sono da sperare. vanno vissute. occorre un passo, e la speranza è immobile.

        Reply
  3. Avatar Riccardo Giannini 27/04/2019 at 17:36

    I corredi saranno tristi (cit. Claudia), ma quelli non utilizzati vengono tramandati e vengono considerati, da chi li tramanda, come delle relique e come dei pezzi di grande valor.
    Storia vera, con la zia della sorellastra di mio babbo, 94 anni.
    La sorellastra 94 anni, non la zia, morta quando ero un bambino.
    Praticamente, se davvero questi corredi antichi avessero un valore, sarebbero da mettere in vendita su Ebay, al prezzo di una bella matchworn (maglia da calcio indossata da un giocatore).
    E lo zaino?
    Lo zaino evoca i tanti anni di scuola e di università. Il tanto peso portato sulle spalle.
    Anche il peso metaforico.
    La scuola deve preparare alla vita ed è giusto così.
    Ma non è il peso dello studio, è il peso del “contorno”, di rapporti sociali particolarmente difficili.

    Reply
    1. digito digito 27/04/2019 at 21:09

      garbato amico virtuale. durante gli ultimi giorni, preso da una rivisitazione dell’esistenza tipica della mezza età, che per fortuna mi ha evitato di indossare pantaloni strettissimi dai colori improbabili, sono giunto alla conclusione che benedetta l’università. benedetta ogni lacrima versata, benedette sia e sempre sia ogni costola che ci siamo rotti, non siamo il corpo in cui viviamo, non siamo le emozioni che proviamo, non siamo neppure gli occhi con cui guardiamo al mondo. siamo olistici, siamo ciò che va oltre l’avere due gambe due braccia e due occhi. non c’è nulla di difficile, basta guardare il mondo come se non ne facessimo parte, facendo la nostra parte in modo asettico, montato e freddo. restare equidistanti, credo, sia la misura giusta per non incedere in noi stessi. e se non ci hai capito niente, stai tranquillo, siamo in due. 🙂 (ma ci sto passando notti insonni)

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  4. Avatar Paola S. 28/04/2019 at 14:20

    Ciao e benvenuto nella blogsfera nuovo amico! Che coincidenza, sei arrivato proprio mentre un blogger che seguivo lasciava blogspot. Ma guarda, hai fatto giusto in tempo, non ti sei perso niente. Eravamo tutti attori pagati per commentargli che scriveva dei bei post. Anzi ora che ci penso l’ultimo bonifico me lo ha pure bidonato, sto scostumato.

    Che hai contro i corredi? Io e le mie quattro sorelle li abbiamo ricevuti dai nostri nonni materni e sono tutti bbbbbellissimi. Poi ora non si usa più però per noi è un dolcissimo ricordo sapere che ancora non eravamo neanche in grado di camminare e già loro pensavano ad un regalo utile da farci per il futuro 🙂
    E forse nemmeno zia Polly ha fatto inutilmente un corredo per Valeria e forse nemmeno lo zaino di quest’ultima è così vuoto.
    E forse sono diventata un po’ troppo atea se ci ho messo un po’ a capire chi fosse il personaggio famoso di cui hai scritto.

    Ps. ma quando inserisco la email per pubblicare i commenti, questa che fine fa? Viene venduta ai Lo-hacker o la vedi solo tu? No, chiedo per il bonifico mancante 😀

    Reply
    1. Avatar Anonimo 28/04/2019 at 17:47

      bella lì, zia! 😉

      gli zaini sono tutti vuoti e pieni nello stesso momento, anche quello di schrödinger.

      la cosa dell’email… è wordpress che lo chiede, in realtà ho fatto in modo che si possa omettere del tutto. quindi vai tranquilla, zia. ma poi, dico, ti sembro il tipo che ammorba?
      eh?
      eh?
      eh?
      eh?
      eh?

      Reply
      1. Avatar Paola S. 28/04/2019 at 18:03

        Ah quindi non sei tu che mi mandi email anonime con la voce rauca chiedendomi che cosa sto mangiando? XD
        Comunque no, era solo una curiosità quella sulla email, tanto ho messo quella di Riccardo (scherzo, ma è una bella idea mo che ci penso ahah) 😀

        Reply
        1. digito digito 28/04/2019 at 18:45

          certo che sono io. ma non lo faccio in modo compulsivo

          Reply

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