sforza e scoraggio!

karma, parola sanscrita, ha un significato e quindi due: vuole dire azione ma anche conseguenza dell’azione stessa. e te dirai “#sticazzi?”. e io ti dirò, “c’hai ragGione, c’hai”. mapperò è come se ti dicessi che automobile, oltre al significato canonico, significa anche ammasso di lamiere e plastica che resta dopo avere centrato un muro a 120 km/h.

nella nostra cultura (quella occidentale e accidentale), il termine karma viene spesso alternato al termine destino (oppure fato, meglio noto con il nome di fato turchino). a patto che karma e destino esistano (tralasciando il loro senso culturale-iconografico*-letterario) i due termini non sono neppure minimamente assimilabili. il primo è il bilancio delle azioni buone e misere compiute da un individuo, qualcosa che in qualche modo può essere ingegnerizzato e computato, l’altro tende a una visione di caos imperscrutabilEZZA, casualità e indomabiliSMO.

come dire che mettiamo preservati affinché, se il nostro orgasmo intellettuale non viene interrotto dal chiacchiericcio di sottofondo, tutto resti al suo posto e non venga fecondato l’ovulo dell’incomprensibile, dell’improbabile e del poco plausibile. sono quelle cose che a noi sembrano chiare ma agli altri lo sembrano un po’ meno e ripongono nel sottoinsieme delle astrusità futili.

in quanto a me, grazie di non averlo chiesto, non c’ho voglia di fare l’amore ma sdraiati pure e fatti guardare, lascia che siano gli occhi a godere di tutto ciò che c’è oltre a ciò che si riesce a vedere, lascia che anche l’occhio voglia la sua parte, prima di capire che non serve, che il tempo sarà anche galantuomo ma, mi sa, s’è dimenticato delle buone maniere. un po’ come dire che il tuo angelo custODIA si è rotto ed è in officina dal 1690. come cadere su un involtino e rompersi l’osso del cOLON.

ché, quel che resta tra le mani, è la certezza che siamo tutti belli, minuscoli che potremmo tenerci in una mano, indulgenti e severi a corrente alternata. siamo le risposte alle domande che ci siamo fatti, a quelle che ci faremo e anche a quelle che non abbiamo il coraggio di farci. siamo forza. quanta, lo decidiamo noi.

*iconografico non c’entra niente, ma mi andava di scriverlo

in gnagna we trust
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32 Comments

  1. Avatar Metalveg 03/05/2019 at 15:39

    L’inizio mi ricorda uno spontaneissimo “ne ho uno quindi te ne regalo due” che ancora mi strappa (ma senza dolore) un sorriso per l’immensa epicità della situazione.
    Detto ciò (che magari provo a rendere il commento un pelo interessante): non credo che siamo tutti belli. Al limite siamo belli a tratti, cerchiamo di dare il meglio di noi, ma non è detto che ciò ci venga riconosciuto.
    Ma soprattutto: non lo riconosci? Sticazzi!

    Reply
    1. digito digito 03/05/2019 at 16:38

      infatti era ispirato a quello. forse sì, belli a tratti. ma in quei tratti siamo bellissimi, tanto belli che – anche se non ci venisse riconosciuto – continueremmo a essere belli agli occhi. altrimenti…. #sticazzi 🙂

      Reply
      1. Avatar Anonimo 03/05/2019 at 17:10

        quindi ho la doppia citazione sia su quello che sul metodo sticazzi?! Oddio Digito mi sono onorata (oh! un’orata oppure Ho un’orata).
        Metalveg

        Reply
        1. digito digito 04/05/2019 at 07:42

          due citazioni davanti alle quali mi inchino o (minchino)

          Reply
  2. Avatar Gus O. 03/05/2019 at 15:59

    Diggito.
    Lo dicevano i romani:
    karma e gesso.
    Metalveg, invece dice: sticazzi,
    cioè il mio e il tuo.

    Reply
    1. Avatar Anonimo 03/05/2019 at 16:29

      ovviamente il (lo) sticazzi mi è da intendersi unicamente in un senso astrale, astruso e ancestrale laddove il medesimo viene usato in senso figurativo accompagnato da gesto con mano a carciofo (che provando a metterla a zucca la mano non rende la stessa idea).
      Metalveg

      Reply
      1. digito digito 03/05/2019 at 16:39

        e come sarebbe, esattamententemente, la mano a zucca? (così provo anche io) 🙂

        Reply
        1. Avatar Anonimo 03/05/2019 at 17:08

          se hai la mano molto grande la riempi di semi di zucca tostati (ma non salati che fanno ritenzione idrica e s’asciuga il canal) , chiudi le dita in modo da formare un pugno e dipingi il tutto di arancione; se, invece, la mano è piccola fai lo stesso ma prima di pitturarla dai ripetutamente pugni contro il muro (sempre chiedendogli scusa per il dolore inflitto) in modo che aumenti di volume. Metalveg

          Reply
      2. Avatar Claudia 03/05/2019 at 18:13

        Come al solito i tuoi post hanno un senso profondo, ma scritti in questo modo fanno perdere di vista il fulcro del discorso.
        Chissà perché ho sempre l’impressione che tu abbia tanto da dire, ma che ti nasconda dietro il velo del sarcasmo e dell'(auto)ironia.
        Però è triste.
        In ogni caso, il karma è come il contrappasso dantesco, ma io non ci credo.
        Mentre al fato turchino, sì.

        Reply
        1. digito digito 04/05/2019 at 07:41

          ho molto poco da dire e lo dico pure male. hai aspettative che saranno tradite 🙂

          triste? ci rifletterò. le cose pesanti vanno imburrate di leggerezza, sennò diventano mappazzoni.

          Reply
    2. digito digito 03/05/2019 at 16:38

      lo sticazzesimo dovrebbe essere un movimento apolitico e aconfessionale globale

      Reply
  3. Avatar Riccardo Giannini 03/05/2019 at 17:03

    Questo è il post più ostico, ma incomincio a capire la filosofia digitiana. Una celebrazione dell’individualismo, ma solo dell’individualismo nella sua accezione positiva: non finalizzato all’affermazione personale a scapito degli altri, ma ad affermare la nostra personalità, i nostri interessi. Noi. Con la consapevolezza di essere Dio (cioè padroni totalmente del nostro destino, vedi “Ovulazione personale”), ma allo stesso tempo minuscoli, perché granelli di qualcosa di molto più grande.

    Reply
    1. digito digito 04/05/2019 at 07:42

      te sei grande. ma grande proprio. hai fatto gol. t’abbraccio

      Reply
  4. Avatar Gus O. 03/05/2019 at 19:18

    Metalveg, che fai? Imiti il Ger nano. Quello è un pesce di mare, una coda di rospo.

    Reply
    1. Avatar Metalveg 03/05/2019 at 20:16

      Direi proprio di no, non imito mai nessuno

      Reply
      1. Avatar Gus O. 03/05/2019 at 22:51

        Sei la “sticazzi” più grande che io abbia mai conosciuto.
        La Sticazzi che non deve chiedere mai.

        Reply
        1. Avatar Metalveg 04/05/2019 at 00:09

          Non merito tutta questa attenzione, soprattutto in casa di altri.
          Te lo assicuro

          Reply
  5. Avatar Franco Battaglia Lampur 03/05/2019 at 20:37

    Concordo con Claudia, spruzzi cenni introspettivi di gaie corbellerie, in modo da confondere e comunque non colpevolizzarti troppo… tipo Al lupo al lupo! No stavo a scherza’… siamo domande e risposte, si, siamo luce tersa e nebbia procurata… ma non sempre lo decidiamo noi (o comunque così ci piace credere…)

    Reply
    1. digito digito 04/05/2019 at 07:40

      non so se sia confondere o sia un umile cercare di “tenere alta l’attenzione”. è come la matematica nell’insegnamento frontale. materia pesante che disperde rapidamente l’attenzione dell’aula, metterci una fregnaccia qua e là non uccide. su cosa decidiamo noi o meno sto pensando parecchio. non ho risposte ma le domande, per il momento, le ho sparate tutte.

      Reply
      1. Avatar Franco lampur 04/05/2019 at 07:58

        Mi sembra che questi miei versi caschino bene:
        “C’è un momento, nella tua vita,
        in cui ti sembra di decidere per sempre.
        In realtà è arduo
        che la tua decisione per sempre,
        riveli il suo momento.”
        Buon weekend… qui a Roma, intanto, piove alla grande… bel maggio…

        Reply
        1. digito digito 05/05/2019 at 18:23

          conoscendoti un po’, direi che è la citazione di un film. interessante. ermetico e interessante. buona fine settimana (maltempo un po’ ovunque, dicHEno)

          Reply
  6. Avatar cristiana 04/05/2019 at 10:20

    La legge del Karma sconsiglia di guardare al passato perchè impedisce di vivere totalmente il presente i si rischia di non avere nuovi progetti e nuovi sogni.
    Insomma, consiglia una sorta di ” tirem inanz “. Questo mi sembra un buon consiglio per non fossilizzarsi.
    Cristiana

    Reply
    1. digito digito 05/05/2019 at 18:22

      un ottimo consiglio 🙂

      Reply
  7. Avatar Irene 06/05/2019 at 13:05

    Ritento, sarò più fortunata. Nel senso che ti rileggo al 7 caffè (di solito verso le 15)… Ora come ora ho capito dall’ultimo commento che io non sono in linea col mio karma perché penso ancora troppo al passato e che tu non hai forse voglia di fare l’amore e ce l’hai pure col tempo che ti schiaffa sempre qualche verità come un maleducato… Credo. A plus tard

    Reply
    1. digito digito 06/05/2019 at 13:14

      il karma? Credo cessi di esistere nel momento esatto in cui accettiamo che gli artefici siamo noi, siamo noi a fare capitare, a materializzare, a raggiungere.

      C’è un momento magico in cui l’amore si fa con gli occhi. Insieme.

      Peraltro le stesse discipline che esaltano il karma sono le stesse che invitano a lasciare andare il passato, senza attendersi nulla se non l’esperienza in sé.

      Sette caffè? Il mio blog deve essere soporifero.

      Reply
      1. Avatar Irene 06/05/2019 at 14:18

        Ma noooo… sono io che son lenta (a volte) e caffeinomene (sempre)… 😛
        Sai che a me il karma piace. Ora, non conosco le discipline ufficiali ma il karma mi è sempre sembrato quella cosa, quell’atteggiamento che se tu ti alzi la mattina e ti sorridi allo specchio e poi sorridi al vicino che ti ha graffiato (appena) la macchina uscendo e poi al capo che ancora devi arrivare e ti dice se puoi fermarti un’oretta in più che c’è casino e poi al senzatetto che sta vicino al bar e che ti rende ricco raccontandoti pezzetti della sua vita che fai tuoi e ti senti più intenso, ecco, dai sorrisi e dalla positività, dall’intenso, alla fine scatta quella scintilla divina di cui si diceva… Sul passato, niente, sono una nostalgica cronica, ma è pane per scrivere, per riversare su un pò di carta… Non è negativo.
        L’amore dovrebbe essere solo quello. Quello delle anime che si guardano a fior di labbra. Si è fortunati a conoscerlo.

        Reply
        1. digito digito 06/05/2019 at 14:21

          non so cosa sia il karma ma la tua definizione la tengo tra le mie preferite. disposto verso il prossimo, felice e grato di ciò che ho, ho avuto e avrò. ecco, così ci vivo. a volte mi sforzo di farlo, che son tutt’altro che monaco tibetano, però questo è ciò che voglio.

          Reply
  8. Avatar Gus O. 09/05/2019 at 10:08

    Il Broder serve a scacciare gli antipatici?
    Puoi dirlo esplicitamente. stronzo

    Reply
    1. digito digito 09/05/2019 at 10:31

      faccio fatica a seguirti. anzi, temo proprio tu mi abbia scambiato per la persona che non sono. ma non farò nessuno sforzo per farti cambiare idea.

      Reply
    2. Avatar Gus O. 10/05/2019 at 08:02

      Visto che il Broder si apre da qui e non dall’Elenco lettura Blogger che dà errore 404 devo convincermi che lo stronzo sono io e non tu.
      Con l’occasione mi scuso per offese e balordaggini e tolgo il disturbo.
      Il cloud mi è indigesto.

      Reply
      1. digito digito 10/05/2019 at 10:57

        questa è anche casa tua. è stato un piacere averti qui. la porta è sempre aperta. sii leggero, felice e goditi ogni singolo giorno come fosse un pacco dono

        Reply
  9. Avatar Gus O. 09/05/2019 at 12:27

    Se clicco su Broder il sistema mi dà la pagina 404

    Reply

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