come sono o come siamo

guarda la bellezza delle cose che non finiscono ma che si trasformano, dei dolori che non si leniscono ma si frastornano.

guarda ciò che ti stupisce e non annoia, che è la mente che dà ebrezza, se sai piangere di gioia ma non ridi per la tristezza, che non c’è pace per chi non vuole averne ma c’è un vino che piace anche a chi non può berne.

perché certe donne sono come i libri, le sfogli una pagina alla volta e quando hai finito ricominci a leggere, alla ricerca dell’inafferrato, dell’incompreso e del non capito.

perché la vita si misura sì, coi libri, ché pure sapendo di non poterli leggere tutti non leggi più in fretta né ti danni, accetti questa condizione senza etichetta, come la più naturale delle dannazioni, senza ossessione.

e certe donne sono così, come un libro che, finito perso e distrutto, ti resterà sempre dentro e contribuisce ogni giorno a fare di te ciò che sei. siamo

guardati di sotterchi mentre passi davanti a una vetrina, la vedi tutta questa bellezza? è li da vedere, ma c’era anche prima. mia madre ha voluto insegnarmi l’orgoglio e la bellezza che ci sono anche nel dolore e nella malattia che separa senza rimedio. perché certe donne sono così, sono libri mai aperti e che non si possono aprire.

siamo talmente tanto padroni di noi che non soltanto generiamo ciò che ci succede ma lo attiriamo, non soltanto siamo padroni di ciò che ci accade e di come reagiamo, siamo talmente tanto padroni di noi come fanno gli uomini coi cani, che ciò che scriviamo o leggiamo oggi, diventa vero domani.

perché c’è una donna che è così. un libro che non vuoi mai finire e che leggi in tutta fretta, c’è una donna che è così. è un libro da finire e ricominciare a leggere, fino a impararlo a memoria, fino al punto di scriverne un altro, a 4 mani, che non finisca mai.

ché le cose non le vediamo come sono, ma come siamo.

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26 Comments

  1. Avatar Pia 16/06/2019 at 10:19

    Guardiamo tutti in modo differente. Lo sguardo sul mondo dipende da come abbiamo vissuto e da come abbiamo interpretato le cose lungo lo svolgersi della nostra esistenza.
    Per alcune donne è molto difficile scoprirsi…loro osservano la bellezza rapportandola al proprio sé. Ma credo che anche l’uomo faccia lo stesso.
    Sulla nostra padronanza però ho qualche dubbio, magari è colpa dell’insicurezza. ?

    Bello il tuo modo di collegare la donna ad un libro…

    Forse non ho compreso ciò che hai scritto, sei più criptico di me (perciò mi hai incuriosita), comunque questo é il mio pensiero. Ciao Germano.

    Reply
    1. digito digito 17/06/2019 at 10:20

      buongiorno, temo proprio tu abbia capito tutto, invece. il che dovrebbe dare un sacco di lavoro al tuo analista 🙂

      le donne, gli uomini, gli animali, sono esseri meravigliosi che esprimono bellezze di cui non sono consapevoli. del resto tutto è così, no? i guru non sanno di essere tali, emettiamo onde che non cogliamo e nelle quali, forse, neppure crediamo. nonostante ciò esistono. non è meraviglioso?

      grazie, come al solito, di essere stata qui a portare luce in questo posto buio

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  2. Avatar cristiana 16/06/2019 at 10:39

    Bellissimo l’accostamento donna – libro; lo sfogliare delle pagine richiama l’amore fisico , ma anche quello intellettuale. Penso che questo modo di sentire potrebbe essere il segreto per non banalizzare un amore, di tenerlo sempre desto.
    Grazie per il commento al mio giochino!
    Cristiana

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    1. digito digito 17/06/2019 at 10:22

      ma che bel commento, grazie. pensa, cristiana, un amore in cui ognuno si corteggia ogni giorno, in cui i due crescono uno nell’altro, senza riserve. due corpi che si uniscono in un’unica entità che vive di sé stessa.

      Reply
  3. Avatar Franco Battaglia 16/06/2019 at 12:48

    Tutta la bellezza esce da dentro, come quando fotografiamo la stessa cosa, ma le foto sembrano due mondi, così quando leggiamo, chi si ferma alla riga, e chi assaggia l’inchiostro; e così quando amiamo: chi ti da una carezza e chi pretende di accenderci un fuoco.
    Le cose le siamo, oppure le guardiamo da fuori.

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    1. digito digito 17/06/2019 at 10:23

      buongiorno,

      sai che mi hai fatto venire un dubbio grande? la bellezza esce da dentro o riesce da dentro? nel senso, nasce dentro o accetta e rielabora ciò che arriva da fuori, prima di farlo uscire?

      non ho una risposta, però mi hai dato un bel quesito da risolvere.

      Reply
  4. Avatar Rosy 16/06/2019 at 15:58

    Splendido questo tuo scrivere , questo tuo blog !

    La Donna è vero un libro aperto per chi avrà la pazienza , il desiderio , il Cuore per capirla e leggerla.

    Un caro saluto , grazie di esserci con i tuoi pensieri .

    Buona Domenica

    Rosy

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    1. digito digito 17/06/2019 at 10:24

      cosa dire? al di là della tua gentilezza, al di là del tuo spirito gioioso, grazie di essere stata qui ?

      Reply
  5. Avatar Mariella 16/06/2019 at 16:50

    Direi che a volte, vedere le cose come siamo, è il più grande dei nostri limiti.
    A volte i libri, li trattiamo malissimo.

    “Guardati di sotterchi” mi ha fatto morire :))))

    Reply
    1. digito digito 17/06/2019 at 10:27

      oh, garbata amica virtuale, ma i limiti sono amanti di passaggio. ci si fa l’amore e poi, magari con dolore, ce ne si distacca. più che superare il prossimo, dovremmo superare noi stessi.

      a volte i libri li trattiamo malissimo, vero. ma a volte iniziamo a rileggerli non appena finiti.

      “guardati di sotterchi” viene da qui, dall’ “epistole et euangeli, che si leggono tutto l’anno alle messe, secondo l’vso”

      https://books.google.it/books?id=rud_IiQCo0IC&pg=PA49&lpg=PA49&dq=sotterchi&source=bl&ots=z8p18x9mIa&sig=ACfU3U2Ucmeg3j9czGKbDI1BAqyI5BmwcQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwj9ouOlou7iAhWGa1AKHXxNClgQ6AEwAXoECAkQAQ#v=onepage&q=sotterchi&f=false

      Reply
      1. Avatar Mariella 17/06/2019 at 18:30

        Grazie per avermi illuminato. La mia ignoranza mi permette di continuare ad apprendere. E questo è bello?

        Reply
        1. digito digito 18/06/2019 at 19:33

          oh, ma l’iNNioranza è ben altra cosa e a me sembra che, alle tue latitudini, di cultura ne piova parecchia. questa cosa qui, invece, è un nozionismo che serve a niente ?

          Reply
  6. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta 17/06/2019 at 08:43

    Vero le cose le vediamo non come sono , almeno non sempre, ma (per)come siamo
    Bellissimo questo parallelismo tra libro e la donna molto profondo. Uno viene qui e respira sempre un’aria speciale .

    Reply
    1. digito digito 17/06/2019 at 10:29

      l’aria speciale, pensa un po’, la respiro ogni volta che vengo da te. che da te la piazza è spessa e assume sempre più spessore, originalità e brivido

      Reply
  7. Avatar CIRINCIAMPAI 17/06/2019 at 14:28

    Mi sono accorta, scendendo e risalendo innanz e indré la mia vita, che certi momenti di buio sono sempre stati preannunciati dallo stesso segnale: ho smesso di leggere.
    Però scrivevo tantissimo…vabbe’ ma questo è un altro dei discorsi.
    Leggere tra le righe, tra le pieghe di una pelle che è un po’ cielo e un po’ lenzuolo.
    Tra le ciglia…
    Forse ci servono altri occhi, vetrine limpide in cui scorgere riflessa la nostra bellezza.

    Reply
    1. digito digito 18/06/2019 at 19:35

      quando quello che vedi non ti piace, allora è il momento di cambiare occhi.

      eh, ma non è che smettere di leggere – al posto di preannunciare i momenti bui – era già il momento buio in sé? non causa effetto ma effetto effetto. fa effetto, ve’?

      Reply
  8. Avatar Fracatz 17/06/2019 at 17:30

    e fu proprio tutto ciò a spingere la natura a dar luogo ad organi diversi ma complementari ed assegnarne il possesso a persone diverse, estremamente diverse.
    Chiniamo il capo

    Reply
    1. digito digito 18/06/2019 at 19:39

      è un’ipotesi

      Reply
  9. Avatar Irene 18/06/2019 at 01:48

    Se le cose le vediamo non come sono ma come siamo, allora la reciprocità di noi stessi con la bellezza che esiste, che già esisteva, è innegabile.
    Solo un cuore delicato e una mente profonda sono in grado di accostare due figure così vivide come una donna e un libro: un bacio lieve alla tua mamma, il tuo sentire è anche merito suo… ^_^
    Beata quella donna che viene letta in maniera così intensa! Fortunata lei…

    Un abbraccio

    Reply
  10. digito digito 18/06/2019 at 19:40

    beato io. prediletto da ogni deità. la bellezza, lo credo anche io, non si può negare. serve essere onesti e la bellezza appare

    Reply
  11. Avatar Sabina 24/10/2019 at 17:15

    Quel che mi piace di più di questo tuo scritto è l’andamento da valzer: ogni movimento si ripete, ma la direzione del senso è sempre diversa, anche se tutte le direzioni sono sorelle.
    Se dovessi riassumerti, direi che questa è una canzone al lasciarsi vivere, che non va letto nel segno della trasandatezza e dell’ignavia esistenziale, bensì dell’attenzione gentile e rispettosa a ciò che (ci) accade.

    Reply
    1. digito digito 26/10/2019 at 12:15

      ho il timore che tu sia esageratamente gentile nei confronti di ciò che scrivo 🌹

      Reply
  12. Avatar Sabina 26/10/2019 at 19:23

    Sbagli.
    Non dico mai cose diverse da quelle che penso e quando non posso dirle semplicemente taccio.
    A me piace il “tuo modo” senza melodrammi, senza enfasi, un po’fuori tema e binario talvolta ma sempre con leggerezza: credimi, è roba poco comune, tra Predicatori, Santoni, Giusti assoluti e Polemici di professione c’è di che morire, e di noia, e di indigestione…
    In realtà, ti ho scoperto tardi!

    Reply
    1. digito digito 26/10/2019 at 19:30

      ok, passo da “esageratamente gentile” a “immensamente gentile”. non sto mettendo in dubbio il tuo gusto, ci mancherebbe, è che la parte più staccata di me è poco incline a recepire complimenti o apprezzamenti. non che mi facciano schifo, eh, è che ogni cosa ha i suoi perché e i propri fascini.

      Predicatori, santoni, giusti assoluti e guru new age, già… so di cosa stai parlando. Hanno anche questi i loro meriti, irretiscono gli idioti che poi vengono a dirti chi sei, cosa dovresti fare per essere diversa da ciò che sei, anche a rischio di ignorare tutta la bellezza che hanno davanti agli occhi.

      anche io ti ho scoperto tardi, ma ho tutto il tempo per rileggerti e rileggerti ancora.

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  13. Avatar lapoetessarossa 29/10/2019 at 13:44

    poi. lo prometto (con la promessa di marinaio) che per un po’ staro buona, leggerò in silenzio, senza commentare. Ma adesso non posso stare zitta (e quando mai accade?)

    a volte penso di scrivere cose troppo personali, e invece vorrei essere universale come certi grandi scrittori (oddio non ho ambizioni letterarie ma , come dire, è bello a volte riuscire con il proprio scritto a dare voce al sentimento di qualcuno, magari succede, e se succede è magico)

    è (un altro) gioco di parole, sul filo del non detto (ma scritto perché scripta manent)

    UNA VERITA’ INVENTATA

    nulla accadrà

    (ti vorrei sfogliare
    come un libro
    metterci un segno
    o una piega sottile
    per ritrovarti nello stesso punto
    e ritrovarmi, io
    con te)

    perché non ti sei lasciata innamorare

    è già la seconda che ti lascio, ma ci sta bene, stava bene (forse) anche dov’era, ma sta bene anche qua

    i libri sono la felicità, non chiedono nulla se non di essere letti, ci trovi le risposte alle domande che non vuoi farti, ci trovi le domande che non ti sei mai posto, ci trovi i biglietti del pullman del 1992, quando li trovi nella libreria di qualcuno è già tuo amico anche solo per un titolo

    Reply
    1. digito digito 30/10/2019 at 07:12

      questa è casa tua. devi passare ogni volta che vuoi, lasciare commenti, non lasciarne, aprire e chiudere la pagina. fai tu. togli le scarpe e mettiti comoda.

      “perché non ti sei lasciata innamorare” è una frase potentissima. a me, in fondo, fanno quasi compassione quelli che fanno l’elenco dei “non”, usano verbi che prevedono accezioni negative, negazioni e si incartano come frasi nei cioccolatini.

      le verità (non mi sento di escluderlo) sono per lo più inventate e i libri collaborano tanto a darci spunti, visioni, visuali, su pezzi di mondo che non ci appartengono.

      alla fine di una buona lettura esigo di essere diverso dall’uomo che ero quando ho iniziato a leggere il libro.

      Reply

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