fine maggio

ho chiuso per sempre la casa dei miei genitori. mia mamma e mio papà si sono ammalati entrambi lì, tra quelle mura che sono sempre stato conforto, in quei locali ampi, tra libri, tavoli enormi per le ore in compagnia.

non c’è più niente. le stanze vuote, solo i segni dei mobili sulle pareti, i chiodi dei quadri, niente fiori sul balcone.

chi andrà a vivere lì, in futuro, non saprà niente dei sogni, delle risate, dei momenti di tensione, di preoccupazione, di come i miei siano entrati lì giovani e ne siano usciti stesi. come la mattina in cui mia sorella, allertata dal servizio sanitario a domicilio, è corsa in quella casa e ha trovato mia madre rantolante, sdraiata sul letto. lei, in ospedale, proprio non ci voleva andare. è rimasta chissà quante ore lì, immobile, a gestire da sola il dolore.

le finestre pulite, i pavimenti luccicanti, il divano su cui ho dormito coi libri in mano, il letto scomodissimo e quei cuscini duri come il sepolcro di gesù.

non c’è più niente. non ci sono più le orme dei miei figli che giocavano lì, non ci sono più neppure le risate di noi che giocavamo in giardino, non c’è più niente. come se nessuno di noi fosse mai stato lì.

quello che è restato sono stati fogli da firmare, fotografie da scattare e recuperare. vecchie foto in cui avevo i capelli (pochi) e in cui questo momento ancora non ci aveva sfiorati.

non resta più niente. non c’è più l’acqua che scorre nella vasca e nei lavabo, non c’è più neppure il profumo di bucato. non c’è più niente.

poco più in là, dalla finestra, protetto da siepi e cipressi, il posto in cui finalmente c’è solo riposo. una lapide, due foto, due nomi e 4 date.

e poi, per chi resta, solo l’incredulità e la speranza che ora non ci sia più dolore. che non ci sia più la violenza dell’abbandono, lo squallore del ricordo che scema, l’insulsa prevaricazione, l’annullamento del sé.

del resto, di tutto il resto, non c’è più traccia. come se non fossero mai stati qui.

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24 Comments

  1. Avatar cristiana 04/06/2019 at 09:48

    La casa si riempirà di persone ignare del vuoto doloroso che ha lasciato, è il vuoto in te che dolcemente persisterà.
    Cristiana

    Reply
    1. digito digito 04/06/2019 at 20:10

      🌹❤

      per sempre

      Reply
  2. Avatar gus 04/06/2019 at 10:31

    La casa è un luogo asettico. Solo attraverso il dolore si mantiene viva la memoria che si trasforma in presenza. La presenza è una tua elaborazione mentale e affettiva e vive anche in altri appartamenti.

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    1. digito digito 04/06/2019 at 20:11

      vero, gus. ma chiudere quella porta alle spalle è stata una seconda sepoltura, è stata la rinnovata certezza – quella che sovviene in un momento e in un momento se ne va – che non ci sarà ritorno. che non potrò più aprire quella porta e vederli lì, in attesa e sorridenti.

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  3. Avatar Claudia 04/06/2019 at 15:37

    Proprio ieri sono andata a trovare mio padre, e ho scritto un pensiero per lui.
    Chi poteva dirlo che stavamo abbracciando la stessa emozione.
    Adesso, invece, abbraccio te, <3

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    1. digito digito 04/06/2019 at 20:11

      e io abbraccio te 🌹

      Reply
    1. digito digito 04/06/2019 at 20:12

      vero, grazie. ma è un po’ come ho scritto sopra a gus. è una botta tremenda, e la vivi completamente solo.

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  4. Avatar Lampur Franco 05/06/2019 at 06:44

    I miei, vecchietti e malandati, ancora li tengo in amorevole custodia, ogni giorno penso a quello che potrà accadere ma scaccio il pensiero, non lo so come reagirò, se sarò freddo o mi prenderà il panico, non mi conosco sotto questo aspetto, perdere nonni e zie è tutta un’altra storia, certo la casa dove sono cresciuto ha visto sessant’anni di casini e rivoluzioni, ma per ora respira anche lei con loro, e mi dona calore antico ogni volta che entro. Come a rassicurarmi.

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    1. digito digito 05/06/2019 at 07:10

      sai una cosa? negli anni ho sempre cercato di trasmettere amore e gratitudine ai miei. ho l’impressione che non sia stato abbastanza. fai come vuoi, ovviamente, ma riflettici. sei ancora in tempo, anche se sono certo tu stia già facendo il possibile.

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      1. Avatar Franco Battaglia 05/06/2019 at 21:20

        …per quanto si faccia, i rimpianti sono inevitabili, e comunque non si farà mai abbastanza…

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        1. digito digito 06/06/2019 at 08:36

          sono d’accordo. già.

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  5. Avatar Franco Battaglia 05/06/2019 at 06:45

    ..e complimenti per il restyling…finalmente fluido e accessibile senza passaporto aggiornato.. 😉

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    1. digito digito 05/06/2019 at 07:10

      ho raccolto le critiche (soprattutto le tue 😉 ) e mi sono dato da fare. sei stato fondamentale, grazie.

      Reply
  6. Avatar gus 05/06/2019 at 10:56

    Germano, per ricordarmi i visi delle persone morte devo vedere le foto.
    Io ho una concezione cattolica dei morti. Cristo ha vinto la morte e i miei cari
    vivono in un altro posto, quindi sono vivi. Io li sento, li percepisco. Quando mi
    sveglio la mattina sono sicuro che mia moglie e mamma sono in cucina.

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  7. digito digito 05/06/2019 at 17:29

    ho una visione meno illuminata della tua. i miei rivivono in tutti i momenti passati, ai quali guardo senza dolore ma con amore e gratitudine. chiudere la porta per sempre, in quella casa ormai vuota, ha messo in discussione il mio equilibrio, lo ha fatto vacillare. e ho dovuto fare da solo perché, in quel momento, le persone vicino a me o soffrivano di più oppure avevano altro per la testa. quindi, con questo post, ho voluto “fissare” il vuoto

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  8. Avatar Fracatz 06/06/2019 at 19:20

    Tutto come da copione ed a suo tempo io mi ritenni fortunato che anche nel mio caso si fosse rispettato il copione ed i piu’ vecchi se n’erano annati e non il contrario che li avrebbe fatti morire dal dolore. Continueranno a vivere nei nostri pensieri cosi’ come ci vivono ancora i nostri nonni.
    Pace e bene

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    1. digito digito 06/06/2019 at 21:25

      ovvio, ci sta, certo. ma “chiudere per sempre” è come rivedere la bara che va sotto terra. passerà. passa tutto, passerà anche questa, no? eh.

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  9. Avatar Irene 09/06/2019 at 18:02

    Le case conservano sempre un’anima. L’energia di chi le ha possedute e vissute.
    Vuote, lucide, ignare di chi verrà, le case possiedono un dna inconfutabile.
    Quando decisi di comprare casa, una volta ottenuto un lavoro vero, con una busta paga vera che mi consentiva di diventare schiava di una banca, presi a girare alla ricerca della “mia” casa. Ne vidi una: era bellina, curata, vuota, impeccabile, con giardino. Mi sentii soffocare non appena varcata la soglia. Scappai via, quella casa mi graffiava l’anima, il centro dell’ emotività. Ne ignoravo il motivo.
    Non la comprai, ovviamente. Solo diversi anni dopo seppi che una violenza indicibile vi si era consumata.

    La casa conserva un’anima. Quell’anima rimarrà per sempre e indissolubilmente legata ai tuoi ricordi che la tengono in vita. Dolci ricordi. Amorevoli. Bellissimi. Che meritavano una carezza mentre stavano lì nell’atto del saluto.

    Un abbraccio

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    1. digito digito 10/06/2019 at 11:56

      non lo metto in dubbio. anzi, è una cosa che mi piace. ma con quella casa non ho più nulla a che vedere, è roba d’altri. e tanto mi è bastato per perdere solidità.

      grazie per le tue parole

      Reply
  10. Avatar silvia 09/06/2019 at 18:15

    Bellissimo il commento di Irene, la sua idea di “casa con l’anima ” è anche la mia.
    La casa dove ancora vive mamma, quella della mia infanzia, è così pregnante, per me, che la sola idea di chiuderla per sempre mi sembra impossibile.
    Come se avessi paura di perdere, con la casa di via Mazzini 5, tutti i ricordi di una vita.

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    1. digito digito 10/06/2019 at 11:57

      sembrava impossibile anche a me. spero davvero di cuore che a te non succeda mai.

      Reply
  11. Avatar Marina 11/06/2019 at 22:40

    Una pagina molto bella, mi sono commossa. Soprattutto perché penso che anch’io conservo i ricordi più belli nella casa dove vivono ancora i miei e sono consapevole che un giorno dovrò separarmene.

    Reply
    1. digito digito 12/06/2019 at 04:23

      buongiorno, e grazie di essere stata qui.

      credo fosse freud a sostenere che “si impara che essere amati è un fattore positivo tale da rinunciare ad altri vantaggi”. ecco, rimpiazza i dolori tipici della vecchiaia e la vecchiaia stessa con l’amore. fai sentire loro cosa provi, dagli misura di ciò che di più prezioso hanno messo al mondo.🌹

      Reply

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