chi giudica è ignorante e misero

ok, il titolo è una provocazione. arrivo al dunque.

dunque.

fatto.

ok, serio. in questi giorni mi trovo spesso coinvolto in discussioni sull’opportunità o meno – persino sulla necessità o meno – di esprimere un giudizio. giudizio sui temi di cronaca, sui temi attuali, sulle capacità di tizio o caio di ricoprire il ruolo che gli è stato affidato. la risposta, a mio modesto parere, la dà gustavo zagrebelsky in un libricino dal titolo “mai più senza maestri”.

giudi-zio (il fratello della mamma di giudi)

in estrema sintesi, dice zagrebelsky, i maestri hanno il compito di rendere consapevoli degli esiti, mostrare dove questi conducono, uscendo dall’interiorità e abbandonare le idee che troviamo dentro di noi.

per dare forma a questa idea viene usato il tema della pena di morte ma, con poco sforzo, il non-giudizio può essere esteso alla gente, alla guerra, al fine vita, all’aborto e a qualsiasi altra cosa.

se sul piano ideale, concettuale e discorsivo tutto è vero così come è vero il suo contrario, sul piano esperienziale le cose cambiano un bel po’.

mai più senza maestri, zagrebelsky

anzi, hanno argomentato la tesi che i criminali hanno non solo il dovere di assoggettarsi alla morte come espiazione dei loro crimini, ma addirittura hanno il diritto di ottenerla

quindi, per quanto mi riguarda (voi fate per voi, eh), rifuggo e schivo chi ha risposte semplici, chi ha capito tutto, chi ha opinioni specixdfel (non posso scrivere la parola per intero ché siamo in fascia proxdfel). mi tengo i dubbi.

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16 Comments

  1. Avatar gus 12/07/2019 at 11:36

    Non mi piace il lemma “giudicare”. L’uomo è tenuto ad esprimere le sue valutazioni su tutto quello che lo circonda, che avviene e sulle persone.
    Sulle persone esprimere un giudizio è sbagliato perché la complessità di un essere umano non è alla nostra portata. Sull’uomo bisogna limitarsi al “giudizio di valore”, cioè non dirò mai a una persona che è stupida, ma quell’azione che ha fatto lo è.
    Considero valore ogni forma di vita, la neve,
    la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale,
    l’assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finché dura il pasto,
    un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo,
    la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
    Praticamente ho fatto un post sul tuo blog e non ho risposto a quello che chiedi.
    Puoi anche cancellarlo.

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    1. digito digito 12/07/2019 at 18:09

      perché dovrei cancellarlo? è un commento wow! grazie.
      e poi puoi dire quello che vuoi. questa è casa tua.

      Reply
  2. Avatar salina 12/07/2019 at 16:57

    non sento l’audio. solo io?

    Reply
    1. digito digito 12/07/2019 at 18:10

      ho provato con dispositivi diversi. si sente. anche con il commodore 64 che ho in cantina 😘😊

      Reply
  3. Avatar gus 13/07/2019 at 08:18

    L’ironia a volte può essere offensiva. Quando dici che il file audio si sente anche con il Commodore 64 che hai in cantina, oppure, oppure : “Mostri le spalle dei bambini per far vedere che non li frusti”.
    Ma sono io ipersensibile dato che tu parli in buona fede senza malizia voluta, oppure bisogna sentire le interessate, ma fino a un certo punto. Potrebbero anche negare il fastidio privato per le tue espressioni, eppoi, chi sono io per criticare Germano?

    Reply
    1. digito digito 13/07/2019 at 11:05

      Se escludi a priori che con alcune persone c’è un livello di empatia tale da rendere l’ironia significativa, il problema è tuo. È il senso del post, giudicare sul piano dialettico rischia di farti fare brutte figure.

      Il punto non è chi sei per giudicare. Il punto è che di quello che pensi non me ne frega nulla.

      Reply
  4. Avatar gus 13/07/2019 at 11:52

    Germano, ho scritto che la mia impressione deve essere confermata dalle interessate. Per essere credibili devono convincermi. Per me sbagliare non è una brutta figura. Dagli errori si impara. Un punto ci unisce: non curarsi di quello che dicono gli altri.

    Reply
    1. digito digito 13/07/2019 at 12:05

      In realtà hai scritto altro, ma è un pensiero talmente lontano dal mio modo di essere che non lo sposo, per il timore di rimanerne anche inconsapevolmente contaminato. Chiedere conferme che potrebbero non essere veritiere vanifica la necessità (quale poi?) di averne. Per il resto fai tu.

      Reply
  5. Avatar gus 13/07/2019 at 12:15

    Se il mio pensiero non ti interessa, come puoi esserne contaminato? E’ una risposta ad minchiam.

    Reply
    1. digito digito 13/07/2019 at 12:25

      Ho scritto altro. Ma fai tu.

      Reply
  6. Avatar salina 13/07/2019 at 13:02

    Who the fuck is that guy?

    Reply
    1. digito digito 13/07/2019 at 13:12

      Never mind, Alina. Gus is… gus.

      I’ll call you during the noon 🌷😘

      Reply
  7. Avatar gus 13/07/2019 at 16:14

    Hi Salina.
    I’m not yet of age.

    Reply
  8. Avatar Marina 14/07/2019 at 11:11

    “Chi giudica è ignorante e misero”: vero. Ho imparato (sto imparando) a non farlo, anche se viene spontaneo spesso ergersi a giudici di qualunque cosa: basta pensarla diversamente e si diventa possessori di piedistalli da cui pontificare. Ma qua il discorso è più ampio, lo capisco e il brano letto è significativo. Ricordo il film “Dead Man Walking, di Tim Robbins, dove la pena di morte non contiene giudizi di sorta, è mostrata per quello che è: la giusta punizione per chi ha subito la violenza, da una parte e un’orribile fatto che cancella l’umanità in capo a chi non ha alcun diritto di decidere della vita o della morte di un uomo, dall’altra (si capisce da che parte sto?) Il dato esperienziale è importante, sono d’accordo e la riflessione allargata su altri macro dibattiti, aborto sì aborto no, eutanasia sì eutanasia no, dovrebbe tenere conto degli esiti cui certe scelte conducono. È valutando fino in fondo un fenomeno che,forse, un giudizio il più obiettivo possibile può venire fuori. Ma chi sa spingersi così oltre? Non lo fa nessuno, perché richiede uno sforzo di profondità, maturità, sensibilità, intelligenza, che in pochi vogliono o sono in grado di sostenere.

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  9. Avatar 65luna 14/07/2019 at 18:36

    Ciao! Bella scoperta il tuo blog, buona serata e grazie per la visita! Ciao,65Luna

    Reply
  10. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta® 15/07/2019 at 09:46

    Vedere persone esprimere su ogni tema giudizi aprioristici, facili verità senza soprattutto conoscere bene l’argomento mi fa molta paura. Questo non vuol dire non dover avere un’opinione su una questione e non poterla esporre difendendone i contenuti. insomma in tutto ci vuole equilibrio e” giudizio” Poi è vero, non ci sono maestri in senso assoluto ed il passo che ci hai letto lo dimostra pienamente.

    Reply

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