my little tony

avvertenza: questo post è serio. anzi, potrebbe darti uno spuTo di riflessione che, a dire il vero, sono riflessioni mie e le incido qui così, magari, non le dimentico tutte.
tutto è il suo contrario (o no)?
e credere che sia tutto come pensi è da illusi (fino a un certo punto), poi è illusione volontaria.

freud e jung
jung, allievo di freud, era un pirla. nonostante tutto è ritenuto uno dei punti cardine del pensiero psicologico. tra l’altro – chiedo venia per la virata brusca, mi chiedo da secoli quanti siano i casi che gli psicocosi hanno portato a termine con successo. se la psicocosa fosse chirurgia, sarebbero più i morti sotto i ferri che gli scampati per miracolo).

dicevo, jung ha rotto i maroni con il sé. ah, tanto per intenderci, pure chiamandolo in altri modi, avevano già isolato un “sé” all’interno di un “io” gli stoici, gli epicurei, i visigoti, i vandali e gli stronzi.

secondo jung il sé era sopra l’io. ma per questioni di traduzione. in tedesco “sé” (pronome riflessivo) si dice selbst, in inglese self. in italiano questa accozzaglia è diventata “sé”. quando il mondo della psicoanalisi ha fatto notare a jung che il sé è contenuto nell’io, ha cercato di cavarsela con il “sé collettivo”, ha cercato di tappare una fogna cagandoci sopra.

il sé e l’io sono esattamente l’opposto di come te lo vendono i santoni new age del cazzo.

freud e jung, falsi come banconote da 2 eurI e 50 centimetri, dicevano di suonare da soli perché non avevano neanche un complesso. invece uno suonava nei pink freud, l’altro negli fine jung cannibals.

TARSKI & hutch
la teoria tarski (che secondo me ha attinto da kripke, se sapessi chi è kripke) è semplice e smantella persino (nientepopodimeno di) Giovanni: “in principio era il verbo, il verbo era presso dio e il verbo era dio“. altro falso concettuale. lo spiega tarski, più o meno così:

la gnagna è bella” SE e solo SE la gnagna è bella

la prima parte della frase è costituita soltanto da parole. la condizione conclusiva ti obbliga a pensare alla gnagna. la prima no. il verbo è verbo. non ha altro scopo.

vero, ma falso
non si è mai puniti dalle azioni che compiamo, ma dalle azioni in sé.

se non chiedi è perché non credi di meritare.

quando sai di essere non sei più. se ammetti di essere un bugiardo sei sincero. se ammetti di essere codardo smetti di esserlo, ché hai dichiarato con coraggio una condizione.

quando giudichi qualcuno usi le tue parole e la tua esperienza, quindi dai forma a un disegno di te, addebitandolo a qualcun altro. giudicare non serve a niente, restituisce una visione di te. abbine paura.

ai bambini depressi cantiamo le canzoni di tristina d’avena.

al mio tre bloccatemi su uozzapp. ciao.

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28 Comments

  1. Avatar Claudia 28/08/2019 at 17:03

    Non ti ho ancora bloccato e mi chiedo perché.
    Però Tristina D’Avena mi piace. In tutti i sensi. 😜

    Reply
    1. digito digito 29/08/2019 at 10:58

      me lo chiedo anche io. c’è chi blocca in meno di un secondo, te sei in ritardo 😁

      Reply
  2. Avatar francesco 28/08/2019 at 17:55

    il post è serio…. are you sure?

    Reply
    1. digito digito 29/08/2019 at 10:58

      molto. ci ho messo due idiozie qua e là per alleggerire

      Reply
      1. Avatar Cirinciampai 29/08/2019 at 12:02

        Asseriscono tutto e il contrario di tutto gli illuminati e i folli. (vd OSHO)
        Tutta l’illuminazione new age forse forse forse nasce, cresce e si sviluppa dal “dico no alla psicoterapia” (e, dico io, non era meglio il colesterolo?)
        Dagli anni 70 (per quel che ne so) in poi i saggi si sono sprecati. Forse anche gli stolti, che se avessero colto al volo l’occasione propizia per tacere si sarebbero dimostrati saggi.

        C’è un libro, interessantissimo, che non ti consiglio perché tanto basta il titolo “se incontri il Buddha per la strada uccidilo”

        A tristina di miglio, ucciderla no per carità, ma almeno un forte spavento.

        Detto questo invio. E INVIO!

        Bisous

        Reply
        1. digito digito 29/08/2019 at 15:38

          hai inviato!

          che dire. sposami.

          Reply
            1. digito digito 01/09/2019 at 14:09

              fornire coordinate esatte e attendere 🌹

              Reply
  3. Avatar Simona 29/08/2019 at 09:32

    Mi ha dato un notevole sputo di riflessione 😉

    Reply
    1. digito digito 29/08/2019 at 10:57

      coi tempi che corrono… sputaci sopra 🌹

      Reply
      1. Avatar Simona 29/08/2019 at 11:01

        Penso di non aver mai sputato ma con i tempi che corrono credo che non lo farò 🙂

        Reply
        1. digito digito 01/09/2019 at 14:10

          Sputare non si addice a una signora

          Reply
  4. Avatar gus 29/08/2019 at 18:27

    E’ normale che questo post si può trovare solo in un blog “ameno”.

    Reply
    1. digito digito 30/08/2019 at 06:54

      come vuoi, gus, come vuoi

      Reply
  5. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta 30/08/2019 at 07:56

    Concordo con te su Jung e Freud solo che tu lo affermi con questa tua profonda ironia e quella graffiante lucidità che ti contraddistinguono. La frase “La gnagna è bella se è solo se la gnagna è bella prestsa di primoi acchito il fianco al fatto di essere ovvia almeno all’apparenza perché poi di aprirebbe una discussione sulla soggettività della bellezza. L’ultima parte del tuo post meriterebbe poi in dibattito vero e proprio o almeno una chiacchierata informale per i tanti spunti di riflessione che comporta e per i quali non basta un commento.

    Reply
    1. digito digito 31/08/2019 at 07:02

      la soggettività della bellezza, hai ragione, viene in secondo luogo. la frase, nella sua prima parte (secondo tarski) la frase non ti induce a pensare al soggetto, resta una cosa etera, avulsa da ogni realtà oggettiva. la seconda parte della frase ti obbliga a pensare all’oggetto, a immaginarlo, a ricordarlo o a vederlo. quindi l’uso e l’importanza delle parole cade in secondo piano: non è la parola a ricoprire un ruolo di spessore, ma il contesto in cui la si pronuncia. e questo, secondo me, ha molto più senso. (ti abbraccio)

      Reply
  6. Avatar gus 30/08/2019 at 10:16

    Germano, bisogna capire che il sé di Jung è chiamato es da Freud. L’es è il luogo della mente dove l’io ha rimosso i bisogni egoistici. Per questo Jung sbaglia quando parla del sé come contenitore del conscio e dell’inconscio perché l’es è la parte scacciata dall’identità dell’io. L’es non ha una logica ma è solo istinto che viene filtrato dalla ragione che accetta o scarta l’affettività, anche se l’uomo nasce avendo dentro di se l’es, mentre l’Io è il risultato finale del processo di sviluppo che porta all’identità della persona.
    Quando cessa l’interscambio tra affettività e ragione, l’Io si dissocia e l’uomo precipita, cioè di ammala di nevrosi, follia, schizofrenia, paranoia.

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    1. digito digito 31/08/2019 at 06:59

      Assolutamente d’accordo, anche se l’es, il sé e l’io, le discipline filosofiche li inquadrano meglio di psicologi e psichiatri i quali, peraltro, pretendono di sapere dove mettere le mani, come se non fosse caos assoluto e tutto fosse in ordine

      Reply
  7. Avatar Marina 05/09/2019 at 08:00

    Le elucubrazioni di Freud e Jung mi hanno fatto sempre intrippare, ma ho trovato qualcuno che riesce ad attorcigliarmi le sinapsi semplicemente condividendo riflessioni in un blog. 😉

    (Quella sul giudizio me la segno: mi piace assai)

    Reply
    1. digito digito 05/09/2019 at 08:12

      buongiorno marina, che bello rileggerti!

      se mi mandi il link di chi ti sconocchia le sinapsi lo leggo anche io 🙂

      un abbraccio

      Reply
      1. Avatar Marina 06/09/2019 at 14:50

        Sono tornata dalle vacanze! 🙂

        Certo, il link è questo: https://www.digitoergosum.cloud/ , non so se lo conosci, il padrone di casa è un bel tipo, se passi a lì, digli che ti ci ho mandato io! 😂

        Reply
        1. digito digito 06/09/2019 at 17:39

          sono passato, a me sembra un pirla (e mi sa che lo dico con cognizione di causa) 🙂

          ben rientrata, allora. je t’embrasse

          Reply
  8. Avatar Straf 12/11/2019 at 16:22

    Commento in un post a caso così non do troppo nell’occhio.
    Uno: pensavo fossi un blogger bambino, invece ho scoperto che avevi un blog su blogspot da millemila anni (cioè da quando ce l’avevo pure io) che però dopo pochi secondi si reindirizza qui.
    Due: Ho trovato un modo per leggere quei vecchi post evitando il redirect, però poi non ha funzionato più.
    Tre: Poi ci riprovo.
    Quattro: Magari non vuoi che ci riprovi, però nei commenti ho ritrovato blogger ormai perduti nella (mia) memoria e ho sorriso.

    Reply
  9. digito digito 12/11/2019 at 16:33

    anche io ho commentato un tuo post a caso per non dare nell’occhio.
    uno: non sono bambino dal ’72. ininterrottamente, tranne una sosta effimera durante la primavera dell’89. ma è durata un puff. il redirect c’è solo da internet fissa, da mobile non fuzniona.
    due: sei aUanti. si vede lontano un anno ALluce
    tre: ti vuoi male, eh
    quattro: il redirect l’ho messo soltanto per non creare confusione tra il vecchio e il nuovo blog. non lo leggo più da un secolo, però ricordo di avere “incontrato” gente fenomenale. e alcuni li sento o vedo ancora oggi. è uno dei tanti lati positivi dei blog. e c’è anche tanta gnagna.

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  10. Avatar Straf 12/11/2019 at 16:42

    La gnagna piace a tutti, concordo.
    Io nell’89 avevo un anno e forse solo in quell’occasione mi sono sentita bambina. Forse.
    Certo che un blogger svizzero non l’avevo mai sentito.
    Che il Dio dei vecchi blogger ci abbia in gloria.

    Reply
    1. digito digito 12/11/2019 at 16:45

      e te pensavi che il blogger baNbino fossi io. te sei proprio ggiovine insAId

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      1. Avatar Straf 13/11/2019 at 19:29

        No no, fuori giovane, dentro stagionata 540 mesi.

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        1. digito ergo sum digito ergo sum 14/11/2019 at 06:22

          ai dont fink so. al contrario, follouing mai point of viù

          Reply

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