e tutto fu (turo)

la butto lì subito, senza stronzoli fronzoli: e se il presente fosse influenzato dal futuro?

mi spiego peggio: sto (ri)leggendo un libro capolavoro, “lo strano ordine delle cose“, sono alla quarta rilettura (la seconda volta non l’ho capito) e non sono pago, come una clitoride impazzita.

te sei te. e su questo non ci piove. c’hai la tua mente, viziata (tieniti forte) non soltanto dalle tue esperienze passate dirette ma anche da quelle indirette (pensa a che abuso violento e prevaricante). continuo a spiegarmi peggio. le persone con cui hai a che fare (non solo i familiari) ti hanno forgiato, nel bene e nel male, ça va sans dire. ma chi ha forgiato loro? le tue esperienze passate indirette non sono da addebitare soltanto a chi te le ha fatte vivere ma anche a chi ha forgiato chi ti ha forgiato.

in questo sistema ereditario ad ampio spettro, tu chi diavolo sei? chi ti ha lasciato indenne e ha coltivato il tuo io senza pretendere di edulcorarlo? quanto di ciò che hai vissuto ti appartiene veramente? devo cambiare spacciatore?

i mezzi che hai a disposizione sono quelli che hai ereditato dal tuo passato o sono quelli che hai in mano per affrontare il tuo futuro? così fosse (e secondo me si può omettere il congiuntivo) non sei soltanto padrone del tuo futuro, puoi esserlo anche del tuo passato. devo cambiare spacciatore, è deciso.

la parola ha il suo peso (il tuo lessico, quello che determina la realtà circostante, quello con cui la misuri, la identifichi e la classifichi) oppure no? anche dio è una parola. lo è anche cucintrampo (ma non vuole dire nulla). puoi delineare un futuro diverso usando le stesse parole a cui ti affidi da sempre? come fai a dare un nome nuovo alle cose se non cambi lessico? un dizionario gay è lesBico? se muori chiami taffo, se muore una lesbica chiami saffo? la smetto? ok.

cambia obiettivi, non perseguire più ciò che stai perseguendo, cambia fini, cambia mezzi. la celebre frase di machiavelli “il fine giustifica i mezzi” guarda al futuro o al passato? la parafrasi è simile a “hai usato mezzi anche discutibili per fare ciò che andava fatto” oppure “non lesinare sulla moralità dei mezzi per fare ciò che dovrai fare“? imperfetto o futuro?

il futuro determina il tuo presente. sganciati dal passato, cambia le parole con cui ti parli, se necessario (e lo è) inventane di nuove. disegna ciò che non c’è. realizzalo, fallo tuo. taglia i ponti con ciò che sei, sii un nuovo te stesso, in linea con ciò che sarai. Nuovi fini, nuovi mezzi, nuove parole.

Nuovi spacciatori. Al mio tre sm3tti di s3guirmi.

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45 Comments

  1. Avatar francesco 05/09/2019 at 15:38

    qui è stato non semplice arrivare fino alla fine (until to the end)

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    1. digito digito 06/09/2019 at 06:39

      mi spiace, me ne scuso. è un discorso che mi sono formulato lì per lì, mentre lo scrivevo. avrei dovuto fissarlo meglio e poi scriverlo

      Reply
  2. Avatar Claudia 05/09/2019 at 15:41

    Sì, devi cambiare spacciatore, oppure entrare in analisi.
    Intanto Machiavelli guardava probabilmente sia al passato che al futuro. Insomma, cercava un alibi per commettere azioni impure a prescindere dal momento in cui queste si sarebbero verificate.
    Tu dovevi proprio andare a disturbarlo? 😜

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    1. digito digito 06/09/2019 at 06:39

      la tua riflessione su machiavelli mi piace. grazie

      Reply
    2. Avatar Cirinciampai 06/09/2019 at 20:11

      “Diventa ciò che sei”
      Che quando l’ho letto a caratteri cubitali su tutti i muri del metro ho pensato “ma va’ che genio il pubblicitario della Nike” poi invece, gratta gratta, il gran genio era quel pazzo furioso di Chicco Nietzsche.

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      1. digito digito 07/09/2019 at 07:28

        eh, garbata amica… diventa ciò che sei, sei ciò che diventi o, peggio ancora, diventi ciò che ti fanno diventare? la soluzione sul prossimo numero 🙂

        Reply
  3. Avatar gus 05/09/2019 at 19:01

    Noi non conosciamo nemmeno un attimo del futuro. Lo disegniamo ma è solo un desiderio prospettico.
    Mentre pensi al futuro ti viene un infarto è schiatti.
    Il tempo, filosoficamente?
    Tutto è passato, presente e futuro.
    Se io guardo una persona che sta a cento metri da me il tempo impiegato per vederla annulla il concetto di presente. E’ già un tempo passato proiettato verso il futuro.
    Nel cielo stellato vedi la luce di un astro. E’ probabile che la stella non esista più. Hai l’impressione del presente ma ti trovi nel passato.
    Se ci sediamo sulla riva degli istanti per contemplarne il passaggio, finiamo col non distinguervi altro che una successione senza contenuto, tempo che ha perduto la sua sostanza, tempo astratto, varietà del nostro vuoto. Un altro passo e, di astrazione in- astrazione, esso si assottiglia per colpa nostra e si dissolve in temporalità, in ombra di se stesso.
    E. M. Cioran

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    1. digito digito 06/09/2019 at 06:41

      tutto giusto, gus, grazie. però intendevo (spiegandomi malissimo) che accettando di non essere condizionati dal passato, possiamo esserlo dal futuro. è un discorso al confine con la dislessia mentale, me ne rendo conto, non dico che sia vero o possibile. è stata una riflessione

      Reply
  4. Avatar cuoreruotante 05/09/2019 at 21:29

    anche ogni persona con cui veniamo in contatto, la sf…ortuna non ha limiti, ha un passato che può condizionare il nostro presente, occorre liberarsene per avere un futuro che dipende solo da noi

    Reply
    1. digito digito 06/09/2019 at 06:41

      quanto è giusto liberarsi delle persone? è possibile liberarsene? (non lo so, eh, è una domanda, mica un risposta)

      Reply
      1. Avatar cuoreruotante 09/09/2019 at 22:04

        quando ti rendi conto che qualcuno che ti è vicino ti fa più male che bene… e no, non è facile, però è vitale

        Reply
        1. digito digito 10/09/2019 at 05:38

          certo, chiaramente. ma, secondo te, ce ne si libera mai? le allontaniamo, ignoriamo, evitiamo. smettiamo di amarle. è sufficiente per liberarsene? (non lo so, eh, c’ho niente da insegnare, però di domande, eh, di quelle ne ho a carriolate)

          Reply
          1. Avatar cuoreruotante 11/09/2019 at 21:48

            con il tempo ce la si può fare e ognuno ha il suo

            Reply
            1. digito digito 12/09/2019 at 07:12

              e il tempo che serve a ognuno, è quello giusto. né un secondo di più, né uno di meno

              Reply
  5. Avatar Anonimo 06/09/2019 at 00:00

    E se fosse solo un film?

    Reply
    1. digito digito 06/09/2019 at 06:45

      non so quanto il tuo commento sia ironico o costruttivo. assumendo la seconda condizione, posso rispondere ciò che non so: i sofisti sostenevano qualcosa del genere, una cosa come “nella vita e dopo la vita non c’è niente e, anche se ci fosse, noi non potremmo saperlo”. kant sosteneva che non percepiamo le cose come sono ma come siamo. tutto è il contrario di tutto, almeno potenzialmente

      Reply
  6. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta® 06/09/2019 at 09:52

    È vero noi siamo frutto di tante influenze ed insegnamenti anche indiretti ossia insegnatici da chi a sua volta li aveva appresi dai suoi forgiatori. D’altronde è poi in sostanza il famoso principio deli passarsi tutto da padre in figlio (dagli insegnamenti e le esperienze fino alla professione se il genitore forgiatore è per esempio uno stimato notaio pieno di soldi ma questa è un’altra questione…) Forse è per questa ragione che esiste l’adolescenza dove si mettono in discussione proprio quegli insegnamenti allo scopo poi una volta passata quella fase di avere un bagaglio nuovo formato da si spera il buono del passato ed il meglio del presente per costruire un radioso futuro. Peccato che spesso non è così che va a finire. Ecco scusami il tuo post e le tue riflessioni stavolta mi hanno fatto dilagare e divagare forse uscendo anche un filo off topic. Scusami.

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    1. digito digito 06/09/2019 at 11:07

      daniele, per quale motivo ti scusi? il tuo passaggio, qui come su altri blog, è sempre illuminante. e te ne sono grato

      Reply
  7. Avatar gus 06/09/2019 at 15:49

    Cuore, la nostra vita dipende dagli incontri fatti e soprattutto da quelli che ci sono sfuggiti. La sfiga non esiste, al massimo si può parlare di casualità negativa.

    Reply
    1. digito digito 06/09/2019 at 17:38

      e se la casualità non esistesse? (è una domanda, eh. esiste, oooh se esiste)

      Reply
  8. Avatar gus 06/09/2019 at 18:17

    Nel film Match Point Woody Allen, che è un assertore della casualità, la sintetizza con l’immagine di una pallina che danza sul nastro della rete di un campo da tennis. Ricadendo dalla parte di chi ha battuto il punto va all’antagonista che vince, mentre l’altro perde. Ebbene, io affermo che la pallina batte sul nastro perché il colpo di racchetta è sbagliato. Nessuna sfiga, ma un errore.
    https://www.youtube.com/watch?v=9PLjcL9Vv5c
    Consiglio la visione anche per la presenza sensuale di Scarlett Johansson.

    Reply
    1. digito digito 06/09/2019 at 18:28

      eh. non avrei voluto virare così tanto sul complicato, ma credo non sia, tutto sommato e in ultima analisi, un peccato.

      per quanto woody allen sia simpatico e dotato, la casualità nell’universo è apparsa lampante subito dopo il 1920 e, ancora ai giorni nostri, ne è stato gran sostenitore stephen hawking.

      facendo un salto indietro, e scomodando altre menti illustri, quando – immediatamente dopo il 1920 – è stato accettato che i quanti si comportino come intende l’osservatore einstein, che molto si è speso in favore della teoria dei quanti, ha avuto un sussulto che lo ha messo in crisi. assodato e dato come vero che il libero arbitrio e con esso la casualità hanno grande impatto sulla realtà delle cose, il celebre “dio non gioca a dadi” è diventato palesemente inappropriato. niels bohr, in quel frangente, ha risposto a einstein che non è compito dello scienziato dire a dio cosa fare, ma solo capire come lo fa. il caso, dice la scienza (e alla scienza io credo), esiste. non solo esiste, domina l’universo. lo so, si entra nel complicato. e me ne dolgo sinceramente.

      Reply
  9. Avatar gus 06/09/2019 at 19:09

    La scienza è in continuo movimento. Da Tolomeo va a Copernico.
    Nulla è casuale, ma tutto accade per una ragione. Questo fenomeno è chiamato sincronicità ed è una delle cose più misteriose nell’universo. Non voglio entrare nel complicato.

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    1. digito digito 07/09/2019 at 07:27

      ecco, non entriamo nel complicato 😉

      Reply
  10. Avatar Rachele 06/09/2019 at 21:08

    Non era ironico. Intendevo se fosse solo un film,come in “the Truman show” . O peggio,qualcuno che si diverte con le nostre vite come in “hunger games” …tu vivi ,tu muori ,qualcuno decide ,nessun caso.

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    1. digito digito 07/09/2019 at 07:30

      ciao rachele, non sono così avanti. non lo so. così fosse, però, sarebbe un peccato brutto un bel po’. per il momento rifletto sull’eventualità che non siamo la somma delle esperienze passate ma che qualcosa ci arrivi direttamente dal futuro, per farci trovare pronti quando arriva. sembra folle (me ne rendo conto) ma, a pensarci bene, che sia soltanto il passato a condizionarci, non è meno folle

      Reply
  11. Avatar Simona 07/09/2019 at 13:24

    Non so se il presente sia influenzato dal futuro, so che nel mio presente c’è tanto futuro, ciao Digito

    Reply
    1. digito digito 07/09/2019 at 18:55

      ma che bel commento. ottimista (anzi ottimisto, visto che “commento” è maschile). grazie di essere passata 🙂

      Reply
      1. Avatar Simona 08/09/2019 at 08:56

        Grazie a te

        Reply
    1. Avatar Marina 08/09/2019 at 13:08

      Sono d’accordo: il futuro determina il mio presente, ma sganciarsi dal passato non è cosa facile. Alla fine le due dimensioni si condizionano: ho degli obiettivi che vorrei raggiungere se non fossi come sono; ma sono quella che il passato o ciò che ho ricevuto in eredità mi hanno fatto diventare, dunque quegli obiettivi sono innaturali, finiscono per non appartenermi veramente e, se dovessi forzarmi per raggiungerli, non sono sicura che, alla fine, né trarrei soddisfazione.
      (C’è anche la possibilità che io non abbia capito un (nano)tubo di quello che hai scritto)

      Reply
      1. digito digito 08/09/2019 at 14:01

        marina, ma che gioia il tuo commento! grazie

        a dire il vero, dopo averlo riletto un po’ di volte, mi sa che sono io a non avere capito il mio post 🙂

        sganciarsi dal passato non è semplice e, per come la vedo io, non merita aggettivi, se non “necessario”. ci vuole maestria, certo. a me piace pensare che sia soltanto un meccanismo mentale e, come tale, vada imparato. hai in mente, che so, i compositori? ecco, imparano a suonare uno strumento per espandere le proprie conoscenze con una finalità maggiore, quella di comporre meglio. quindi imparare a suonare un ulteriore strumento, cosa che per qualcuno potrebbe essere proibitiva, per alcuni – e soprattutto grazie all’approccio mentale – diventa poco più di un’incombenza. così dovrebbe sempre essere, non classificare ciò che si sta facendo attribuendogli aggettivi che limitano il nostro senso del “sé” e il senso che diamo alle parole con cui ci parliamo, ma guardare dritti all’obiettivo, allo scopo ultimo o “supremo”.

        staccarsi dal passato è, punto. rifiutare di essere ciò che siamo diventati a causa di interferenze terze (e nostre eh, che giocoforza ci siamo assoggettati a essere ciò che qualcuno ha voluto che fossimo) e rinnovarsi, con sinapsi e neuroni abbracciati a nuovi modi di pensare, a nuove accezioni di libero arbitrio, a nuove volontà. cambiare obiettivi, cambiare pensieri, cambiare modo di scrivere (persino grafia, se servisse) e di immaginare. restare ancorati al proprio retaggio rende vano o monco ogni tentativo di evoluzione. siamo capaci di tutto, abbiamo cambiato modo di pensare per andare sulla luna, abbiamo cambiato modo di pensare per imparare a cacciare, a scaldare il cibo, a vestirci. possiamo cambiare ogni cosa, liberarci da noi stessi e diventare persone migliori. svestirsi dei sensi di colpa e correre il rischio di avere rimorsi.

        se non ci hai capito niente, tranquilla, siamo in due. grazie. mi hai regalato un momento di rara bellezza e intensità. sensibilità e intelligenza sono due doti illuminanti.

        Reply
        1. Avatar Marina 09/09/2019 at 15:07

          Grazie a te per il supplemento di spiegazione molto più chiaro di quanto tu potessi credere. 😉

          Reply
          1. digito digito 10/09/2019 at 05:16

            iour comment in a fiu uords: bicos class is not uoter 🌹

            Reply
    2. Avatar Suzieq11 08/09/2019 at 18:58

      Un po’ folle ma estremamente interessante, anzi affascinante. È come una porta aperta su un baratro, ti attira e vorresti caderci dentro ma allo stesso tempo ne hai paura. In bilico tra certezza e dubbio.

      Reply
      1. digito digito 09/09/2019 at 07:06

        essere in bilico tra certezze e dubbi è condizione umana. sul fatto che sia folle, non c’è dubbio. ma questi sono appunti che mi lascio in eredità magari, rileggendomi tra mesi o anni, mi darò del coLLione oppure no. e se una cosa rimane apprezzabile anche col passare del tempo, per quanto folle (e folle lo è) ha un suo spessore

        Reply
  12. Avatar frida 08/09/2019 at 16:56

    Sul nostro passato, su ciò che siamo diventati e ” come”, potremmo dare una ri-passata illuminante al concetto degli ” archetipi” di Jung.
    Sul futuro mi affido al mio pensiero ( ma dipende molto quello in cui uno crede ) : se tutto fosse totalmente predeterminato, non avremmo possibilità di movimento che non sia illusoria; al contempo,
    se tutto fosse assolutamente svincolato da ciò che siamo stati, non avrebbe senso neanche la storia dell’uomo.
    Tuttavia ( nel presente ), meno siamo legati a pre- concetti e meglio sarà.

    Reply
    1. digito digito 09/09/2019 at 07:04

      mi piace. mi piace davvero. però la domanda resta: è possibile sganciarsi da ciò che si è e cambiare completamente ottiche? sganciarsi non vuole dire dimenticare o accantonare. tutto resta lì, esercitando però una forza diversa

      Reply
  13. Avatar frida 09/09/2019 at 09:47

    Forse cambiare radicalmente no, perché la genetica ha comunque il suo peso.
    Però si può fare molto ( per fortuna ! ) sapendo cosa si vuol ottenere ( anche da se stessi ) e perseguendo tenacemente l’obiettivo…

    Reply
    1. digito digito 10/09/2019 at 05:19

      sapere cosa si vuole è compito arduo. stare al mondo è facile, vivere attivamente la propria vita è un pelo più complesso. ma appaga

      Reply
  14. Avatar Anonimo 09/09/2019 at 16:24

    Allucinogeno il tuo modo…mi garba assai!
    è il mio mantra creare parole nuove per creare realtà diverse per creare io diversi…un processo al contrario? forse … da un punto dobbiamo iniziare

    Reply
    1. digito digito 10/09/2019 at 05:17

      wow! se questa è “pazzia” allora siamo in almeno in due. dipende dallo spazio, se è ristretto, due è già una moltitudine

      Reply
  15. Avatar Bianca 13/09/2019 at 23:22

    Mi ha colpita la questione del lessico. E’ vero che le parole che diciamo a noi stessi ci condizionano. Io penso però che il futuro che non conosciamo serve a capire il passato che crediamo di conoscere.
    Come direbbe Bach “Sei guidato nella tua esistenza dalla creatura interiore capace di apprendere, dal gaio essere spirituale che è il tuo vero Io. Non voltare le spalle a futuri possibili prima di essere certo che non hai niente da imparare da essi. Sei sempre libero di cambiare idea e di scegliere un avvenire diverso, o un diverso passato.”

    Reply
    1. digito digito 14/09/2019 at 13:18

      mi piace. mi piace il tuo pensiero. grazie

      Reply

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