col seno di poi

ok. lo ammetto. una volta ho scritto una canzone d’amore. ma era nel pliocene e i pianoforti erano fatti di pietra e zanne di mammut.

era una roba improbabile, c’aveva il culo grosso e, dopo averla appesa per le caviglie a testa in giù fuori dalla finestra, rileggendola e risuonandola, faceva davvero cagare. alla fine c’era anche una sorta di crescendo, che per intonarlo ci voleva maria caRACAllas (quella che cantava alle terme). un’estensione vocale che non è mai stata mia, neppure fossi stato un cappone.

però ‘sta roba qui, ‘sto non sapere scrivere canzoni d’amore, era un’anticipazione di futuro, di un qui e ora che, ora e qui, afferro non esistere.

c’è un qui ma non c’è un ora, a patto che il qui sia un passo in movimento – come una bossanova che diventa jazz – e non può esserci un ora ché ogni momento è vissuto con il senno di poi, come una tetta che penzola mentre cerchi di bloccare un capezzolo con le labbra, orientato al futuro e pronto a lasciarsi dietro alle proprie spalle.

e non c’è più dolore, resta – a tratti almeno e ancora indomabile – un retrogusto di incredulità, qualcosa che sfocia in una lieve nostalgia che dura il tempo di una nota di passaggio, un refrain spazzato via dall’intro del brano successivo.

non c’è più dolore e non c’è aspettativa. c’è solo la consapevolezza che se non c’è da scommeterci su, allora non vale neppure la pena guardare la partita.

è come trovarsi alla sbarra a rispondere di accuse tanto false quanto fantasiose e fottersene della pena inflitta, ché riguarda qualcun altro. qualcosa che non è successa a te, ché te sei estraneo e passavi lì per caso. roba di cui non preoccuparti ché, foss’anche ti tagliassero le braccia, non sono braccia tue.

non c’è più dolore. resta qualcosa di simile all’amarezza, ma un’amarezza che descrivi da fuori. non c’è rumore, c’è solo consapevolezza. e c’è da piangere di gioia e da ringraziare.

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26 Comments

  1. Avatar Claudia 08/10/2019 at 18:42

    Sei consapevole del fatto che ti perseguiteró finché non mi farai sentire almeno il ritornello di questa canzone d’amore, vero??

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    1. digito digito 11/10/2019 at 08:07

      e tu sei consapevole del fatto che non accadrà mai? anche perché non la ricordo, credo di averla rimossa 🙂

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      1. Avatar Paola S. 14/10/2019 at 20:11

        Digito esci subito sta canzone!!

        (ho sempre -benevolmente- preso in giro i siciliani che utilizzano il verbo uscire in questo modo; poi mi sono resa conto all’improvviso che a me viene naturale dire in italiano “scendimi il libro” e quindi ho smesso di fare la buffona haha)

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        1. digito digito 15/10/2019 at 07:21

          io “esci” lo uso in altro modo. e qui mi fermo.

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  2. Avatar frida 08/10/2019 at 19:18

    La consapevolezza per cui ” c’è solo da piangere e da ringraziare ” pensavo si riferisse solo ai poeti del tempo che fu ( e che non torna ).

    Parole in libertà ( desuete ).

    Aver modo di constatare che è una qualità – se pur relativa – ancora facente parte del genere umano, non può che accendere la mia gioia.

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    1. digito digito 11/10/2019 at 08:11

      sei troppo buona con me. la realtà delle cose è molto più spiccia. usciamo dalle caverne, il pensiero complesso ci eleva in quanto persone ma non ho mai visto un uomo devoto cambiare una gomma bucata con la preghiera, né un filosofo spegnere un incendio interrogandosi sui perché dell’origine della combustione. siamo contadini, attaccati alla terra come a strisciarci sopra, è così che dobbiamo pensare: cause ed effetto (o, come mi piace di più pensare, effetti e cause).

      c’è qualcosa che va oltre alla commozione, alla bellezza che c’è dappertutto e alla necessità di ringraziare. è la consapevolezza di essere meravigliosi a prescindere, di essere capaci di tutto e decidere in modo spontaneo quale parte di questo tutto coltivare. è una forma di libertà che non prende forma, ce l’ha già.

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  3. Avatar Simona 08/10/2019 at 21:47

    Del senno di poi ne son piene le fosse, col seno di poi non lo so 🙂

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    1. digito digito 11/10/2019 at 08:14

      il seno di poi è l’esperienza consumata che non ha bisogno di essere per consumarsi. sei tu nel momento in cui ti poni per quello che sei. è un grande capezzolo da suggere non per fame ma per la necessità di essere sé stessi alle proprie origini.

      il senno di poi, quello, è robaccia per rassegnati umorali, è l’esperienza come la spiega wilde, è un momento di riflessione nato per essere afferrato e che, puntualmente chi più o chi meno, dimentica poi nel momento meno propizio. siamo così. e siamo bellissimi così.

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      1. Avatar Simona 14/10/2019 at 18:05

        Siamo così, meglio così, abbastanza così 🙂

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        1. digito digito 15/10/2019 at 06:57

          a me essere così non basta. e neppure “essere” mi appare sufficiente. se di “essere” occorre parlare, allora voglio “essere” come ancora non immagino di potere diventare. un passo alla volta, fino a quando il passo seguente appare chiaro e nitido, non all’orizzonte, ma tanto vicino da essere toccato con le mani.

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  4. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta® 09/10/2019 at 10:19

    “HIC ET NUNC”

    Estraniarsi da se stessi
    Perché l’adesso non ci riguarda
    Non ci tocca più

    Il “Qui” ancora ci accarezza
    Ci sfiora e ci coinvolge
    Ma il présente non ci appartiene più

    Troppe amarezze
    Fungono da anestetico al dolore del Presente
    Alla ipocrisia dell’ora
    Ed alle futili illusioni di futuro.

    E noi
    Insensibili e distaccati
    Viviamo una vita di altri
    E le nostre braccia non sono le nostre
    La nostra mente non è più dentro il nostro corpo
    E la nostra vita è un apatico tapirulan che scorre lentamente
    E sempre nella stessa direzione,

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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    1. Avatar Marina 09/10/2019 at 14:32

      La nostalgia è dannosa tanto quanto il dolore lasciato dal ricordo. Il dolore vivo è l’acquazzone che ti investe tutto in una volta, la nostalgia è la pioggerella fitta che non te ne accorgi, ma finisce per inzupparti ugualmente.
      Non sai scrivere canzoni d’amore, però sei ispiratore di poesie: anche questo potrebbe essere un buon motivo per piangere di gioia.

      (O.T. Volevo già da un po’ aggiungere la tua pagina al mio blogroll; l’ho fatto come con gli altri siti, ma il tuo non si autoaggiorna, è fermo a un post risalente. Hai idea del perché?)

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      1. digito digito 11/10/2019 at 08:20

        non sono certissimo di essere d’accordo con te. nelle mie corde la nostalgia è un sentimento bellissimo, la misura che il tempo non sia stato del tutto perso e che l’auto-augurio che certe sensazioni possano essere rivissute. non è una triste ode a ciò che non c’è più, è il ringraziamento per ciò che c’è stato. ma non intendo scartare a priori il tuo punto di vista.

        non credo di ispirare (e forse non voglio neppure farlo)

        ah, il percorso ai feed è cambiato, se vuoi – e te ne sono grato – nel blogroll puoi inserire questo percorso http://feeds.feedburner.com/digitoergosum/WwsK)

        je t’embrasse

        Reply
        1. Avatar Marina 11/10/2019 at 18:45

          Bello il tuo punto di vista, sicuramente meglio del mio velato da un’ombra di pessimismo. A me la nostalgia ha sempre fatto l’effetto di un cappotto che non è mai riuscito a coprirmi del tutto dal freddo: mi ha sempre illusa di tenermi al caldo, invece ha solo spostato tutto il gelo dei ricordi nelle parti lasciate scoperte.

          Grazie per avere risolto il problema del percorso del feed. Ci tenevo veramente. 🤗

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          1. digito digito 12/10/2019 at 11:26

            garbata amica virtuale, il tuo, di punto di vista, non mi dispiace affatto. la delicatezza che hai dimostrato nel “confrontarti con me in questa discussione” dice molto di più di quanto tu non abbia detto. emerge consapevolezza, chiarezza di intenti, idee e sentimenti. in questo momento provo una forma di orgoglio, di fierezza per te. ti ringrazio

            (e grazie anche per il feed, sei gentile)

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    2. digito digito 11/10/2019 at 08:16

      daniele. mi hai fatto un regalo che mi riempie di gioia. i tuoi versi sul mio blog sono come la bottiglia che augura buon viaggio alla nave. non ho parole perché, parafrasandoti (con un filo di vergogna e tanta tanta inadeguatezza) “le mie parole non sono le mie” e non potrebbe che essere così perché, in una sorta di astrazione, continuano senza pretesa le tue.

      grazie di cuore, daniele. grazie di cuore

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      1. Avatar Daniele Verzetti Rockpoeta 11/10/2019 at 10:11

        Grazie a te sono profondamente commosso dalla tua risposta. Hai ragione quella famosa birra insieme dal vivo dobbiamo proprio bercela ed incontrarci prima o poi.

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        1. digito digito 11/10/2019 at 10:17

          allora facciamolo. offro io 🍻

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    1. digito digito 11/10/2019 at 08:23

      se per te suona splatter, allora probabilmente lo è 😉

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  5. Avatar attimiespazi 12/10/2019 at 13:07

    mi è sempre piaciuto immaginare che tutti gli attimi che viviamo siano note musicali –
    a volte stonate, a volte armoniose, a volte acute, a volte dolcissime –
    che compongono quell’unico, prezioso e irripetibile spartito che è la nostra vita..

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    1. digito digito 12/10/2019 at 17:10

      che meraviglia. davvero. fa bello, sembra armonia anche nei momenti meno andanti

      Reply
  6. Avatar Paola S. 14/10/2019 at 20:22

    Proprio poco fa in risposta da me parlavo della differenza che dò ai vari sentimenti come la tristezza, la nostalgia e la malinconia. Io più che note musicali per distinguerli uso profumi e colori.
    La malinconia e la nostalgia sono forse i sentimenti che più provo in modo intenso e frequente.
    Come un pugno dritto nello stomaco per ore mi si appiccicano addosso e non c’è modo di mandarli via…e lo trovo bellissimo. Non mi serve nemmeno chiedere perché o per cosa. Anzi, meglio, a volte nemmeno mi serve che ci sia un perché o un per cosa.
    A volte mi basta solo lasciarmele addosso.

    Ieri ho cominciato ad affrontare gli errori che ho commesso in questi mesi, un mio amico oggi mi ha scritto un messaggio e mi ha detto che sto facendo la cosa giusta e che sono stata brava ad avere le palle di affrontare la situazione. Quanto sono belle le persone così? E soprattutto…che c’entra questa parte del commento con te? XD Niente, ma mi è venuto di dirlo a te, qui, e l’ho fatto.

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    1. digito digito 15/10/2019 at 07:04

      qui puoi dire tutto quello che ti senti (puoi anche insultarmi, ma è una prerogativa che sarebbe ragionevole lasciare alla mia ex moglie).

      tra l’altro capita a fagiolo, il tuo commento. stanotte, tra una pagina e l’altra, mi sono soffermato su un pensiero che condivido con te (per la modica cifra di 3 euro 😊): cerchiamo sempre di fare la cosa giusta, ma a volte per i motivi sbagliati. così la cosa giusta diventa sbagliata anch’essa. (facciamo due euro, va, ore che l’ho letta, ‘sta cosa, sembra una ca__ta.

      ma questo non dequalifica il tuo pensiero e il messaggio del tuo amico, al contrario, è fortemente probabile che abbiate ragione entrambi.

      riguardo al modo in cui gestisci i sentimenti, è cosa tua. quindi giusta e inappellabile. risalire alla loro origine o lasciarli appesi come lenzuola è irrilevante, conta ciò che preferisci fare.

      pensa che meraviglia: te sei te e quello che decidi è legge. perché sei dio (non nel senso religioso del termine, eh) e se cerchi dio fuori di te, stai solo perdendo tempo.

      sei una donna formidabile. e ora stacco, ché i commenti più lunghi dei post andrebbero puniti dal codice penale.

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  7. Avatar Paola S. 15/10/2019 at 11:18

    Fare la cosa giusta per i motivi sbagliati… Fare la cosa giusta per i motivi sbagliati…o fare la cosa giusta per i motivi giusti ed ottenere comunque la cosa sbagliata… Fare la cosa giusta per i motivi giusti ed ottenere comunque la cosa sbagliata…
    Questa me la segno, perché sono sicura che mi tornerà indietro come un boomerang.
    Al momento ho fatto la cosa sbagliata per i motivi giusti. Anzi, ho fatto la cosa sbagliata forse senza un motivo. Ad ogni modo, rifletto su una cosa: io sono dio (con la lettera minuscola lo sono), sono padrona del mio destino ma il fatto è che inevitabilmente il mio destino influenzerà quello di un altro dio e un altro dio, a sua volta, starà influenzando il mio…

    Reply
    1. digito digito 15/10/2019 at 12:00

      e a questo non c’è rimedio. o, se c’è, non lo vedo.

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