chi sono

u ai em

Giao, se sei arrivato(a) qui sono affari tuoi(a). ti consiglio di non continuare a leggere.

mi chiamo germano, nome che non è di stampo germanico, perché il germanico è la maniglia per portarmi a spasso.

sono informatico, credo nella regola delle 3effe: Famiglia, Figa e Figa one more time.

ho un’adorazione spasmodica per ivano fossati (a ben vedere è la quarta effe). quando lo ha saputo ha cambiato mestiere, ora pesca cozze nella laguna veneta, per tenere fede al suo celebre brano J’adore Venise che, in italiano, vuole dire “mi piace pescare cozze nella laguna veneta”.

Leggo di tutto e benedico internet perché trovi libri che altrimenti non avresti mai letto. e trovi anche tanta one more time. ma questo non lo scrivo perché restituirebbe di me l’immagine di uomo gretto e volgare. niente di più lontano dalla verità,  eccheccazzo!  perdindirindina.

sono restio a usare le maiuscole dopo i punti, perché occorre pigiare l’apposito tasto sulla tastiera (fosse un pasto andrebbe pigiato sulla pastiera) con dispendio inutile di energie che potrei usare su gUgol per cercare cose più edificanti, come “capezzoli grossi”.

amo le persone. è più forte di me. quando incontro una persona per la prima volta mi scatta qualcosa di assolutamente incontrollabile, immagino chi è, cerco di capire cosa fa, come intende le cose, quali peculiarità la rendono unica, perché l’ho incontrata e, soprattutto, perché l’ho incontrata. (sembra un concetto ridondante ma in realtà non lo è, solo il 7% della popolazione mondiale riesce a capire la differenza. Non è vero, questa è una ca__ta).

non uso facebook né twitter né instagram né tumblr né yahoo! answer né le congiunzioni negative (questa arriva talmente dopo che non l’ho capita né-anche io)

i blog sono finestre sopraffine sull’esistenza altrui. leggo centinaia di blog (anche di più, decine  ma spesso meno, migliaia) ma non sempre commento, perché se non ho nulla di intelligente da dire, preferisco soprassedere anche se, letteralmente, “mettersi il sedere sopra” è una cosa un po’ pAlp.

ho poche certezze e tante perplessità. sono però convinto che le cose più interessanti sono quelle che le persone non dicono di loro stesse. e sono per lo più cose meravigliose, intime e austriache (intimo di carinzia, ok. vado a ca__re)

sono un privilegiato. perché una volta una che c’ha un figlio e metteva le corna al marito raccontava all’amante che un suo amico le ha detto di essere una donna in in grado di cambiare la vita degli altri. e lo diceva con aria fiera, come fosse una cosa positiva. di certo la vita al marito e al figlio l’ha cambiata. da quel momento ho capito che io, tu che leggi (e arrivando fino a qui ha dimostrato di volerti male), noi tutti, siamo una parte infinitesimale di un tutto più grande. una cosa che, in realtà, ho sempre saputo ma che, in quel momento, mi è apparsa come una visione celestiale, come paolo brosio vestito da madonna (non LA maddona, ma quella di LAIC a vØrgin)

e ha risvegliato in me la cristiana compassione. in ogni caso, se sei arrivato(a) fino a qui, ti vuoi male ™.

chiunque tu sia, ti abbraccio.

digito

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